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ultima modifica: Antonella Rossi  15/04/2015

Progetto “Parliamo di Legalità 2015”

notizia pubblicata in data : venerdì 10 aprile 2015

Progetto “Parliamo di  Legalità 2015”

L’Amministrazione comunale di Borghetto S. Spirito prosegue per il terzo anno consecutivo il progetto “Parliamo di Legalità”, finalizzato ad approfondire i temi LEGALITÀ, MAFIA, SENSO CIVICO.


Dopo l’incontro con Maria Falcone, protagonista lo scorso 20 Marzo, di un’intera mattinata dedicata alle scuole,  Borghetto Santo Spirito si prepara  per il secondo appuntamento del progetto “Parliamo di Legalità”,  programmato per venerdì 17 aprile 2015.

Placido Rizzotto, nipote dell’omonimo Placido Rizzotto, alle ore 9,00, presso il Salone delle Feste di Via Viglieri, incontrerà gli allievi delle scuole medie e superiori,  e alle ore 21,00 presso la Sala Consiliare di Palazzo E.Pietracaprina incontrerà la cittadinanza.


Sono passati 67 anni dall’uccisione di Placido Rizzotto, il coraggioso sindacalista della Cgil, che ha speso la sua vita per le battaglie contadine e per la redistribuzione delle terre ed è stato ucciso dalla mafia proprio per la sua attività.
La storia di Rizzotto – che è stata anche raccontata nel film di Pasquale Scimeca – è davvero particolare: il padre è stato arrestato con l’accusa di far parte di una cosca mafiosa e sin da ragazzino si è sobbarcato il mantenimento della sua famiglia.
Dopo aver fatto la guerra con i partigiani e con simpatie socialiste ritornò a Corleone e divenne segretario cittadino della Camera del Lavoro. La sera del 10 marzo 1948 venne rapito e ucciso: il suo impegno per le lotte contadine aveva dato parecchio fastidio.
Nella storia di Rizzotto c’è una tragedia nella tragedia: al suo assassinio aveva assistito un pastorello, Giuseppe Letizia. Il ragazzo – testimone dell’omicidio – venne ucciso con un’iniezione letale, fattagli dal boss e medico Michele Navarra.
Fu Carlo Alberto Dalla Chiesa – al tempo capitano dei Carabinieri – a indagare sull’omicidio Rizzotto: vennero incastrati Vincenzo Collura e Pasquale Criscione che ammisero di aver preso parte al rapimento di Rizzotto in concorso con Luciano Liggio.
Il corpo del sindacalista – gettato nelle foibe di Rocca Busambra  - fu trovato soltanto il 7 luglio del 2009 dopo una lunga e difficile indagine. Gli accusati – Liggio, Criscione e Collura – in seguito ritrattarono la confessione e furono assolti per insufficienza di prove.

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