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ultima modifica: Antonella Rossi  16/07/2018

SERATE D’AUTORE 2018
GIARDINO SALA MAREXIANO
ore 21.30

Quindicesima Edizione per la Rassegna dedicata ai libri ed ai loro Autori organizzata dal Comune di Borghetto S. Spirito attraverso la Biblioteca Civica. Presenti anche quest’anno grandi nomi del panorama letterario italiano nella cornice incantevole del Giardino di Sala Marexiano.

Si parte Sabato 7 luglio, con Fiorenza Giorgi e Irene Schiavetta, che presenteranno “Il mistero di San Giacomo”, Editore Fratelli Frilli.
Perché qualcosa di interessante c’era eccome. E non solo. C’era una curiosa, particolarissima coincidenza”. L’intuitivo e simpatico maresciallo Francesco Mancini torna in questo lavoro letterario delle gialliste Fiorenza Giorgi e Irene Schiavetta, e non poteva essere altrimenti perché la sua figura è sempre determinante per le indagini in corso ma anche perché è il più prezioso collaboratore del Pubblico Ministero savonese, Ludovica Sperinelli.
Il mistero di San Giacomo (Fratelli Frilli Editore, 2018) è il nuovo romanzo della premiata coppia di autrici liguri che questa volta confezionano un giallo molto “leggero” nel senso più positivo del termine, miscelando mistero, azione ma anche amore e vendetta.
Un libro che si legge piacevolmente perché valica la scrittura femminile di genere e presenta ai lettori una storia tanto intrigata quanto magnetica, dove il “mistero” che attraversa il romanzo è solo uno degli ingredienti da tenere d’occhio durante la lettura.

Tutto comincia con il ritrovamento di due corpi semi mummificati nella chiesa di San Giacomo a Savona durante i lavori di restauro necessari al monumento dopo secoli di abbandono.Di chi sono i due corpi? A prima vista si tratterebbe di una donna e di un neonato ma a parte qualche oggetto personale rinvenuto sulla donna nulla può portare a un riconoscimento degli stessi. Viene chiamata a indagare il Pubblico Ministero Ludovica Spinelli che come di consueto si avvale della preziosa collaborazione del maresciallo Mancini ma anche di un nuovo personaggio, il maggiore Duccio Pratesi che oltre a essere un bravo professionista e anche un uomo molto colto e uno esperto di arte. Nel corso delle indagini, per dare un nome ai poveri corpi ritrovati in chiesa, viene assassinato un anziano invalido in maniera più che brutale. Un uomo che forse conosceva il mistero che si celava in San Giacomo o che ne era coinvolto in qualche modo. Tra passioni personali, vendette e omissioni Ludovica Spinelli e i suoi collaboratori avranno il loro bel daffare per arrivare alla soluzione del caso e il finale non sarà affatto scontato.


Secondo appuntamento della Rassegna Venerdì 13 luglio con l’ex Magistrato Gian Carlo Caselli che presenterà il libro, “La verità sul processo Andreotti”, Editore GLF Laterza, scritto a due mani con l’ex magistrato Guido Loforte, dove viene dipinto il lato oscuro della giustizia e della politica italiana.

Il libro, saggio tascabile, appena poco più di un centinaio di pagine oltre l’introduzione, si legge tutto d’un fiato e ripercorre, sinteticamente ma con la precisione e meticolosità ben note per chi conosce la professionalità e serietà dei due ex magistrati, le indagini e gli sforzi fatti per far emergere la verità su quelle pericolose relazioni tra mafia, politica, imprenditoria e massoneria deviata che hanno “inchiodato” a precise responsabilità uno dei più potenti politici italiani del dopoguerra (sette volte presidente del Consiglio e ministro in vari governi): Giulio Andreotti.


Molti italiani, in realtà, credono ancora oggi che Andreotti (deceduto nel 2013) sia stato totalmente assolto nel processo avviato dalla Procura di Palermo nel 1993 e conclusosi il 15 ottobre 2004 con la definitiva sentenza della Cassazione che fece tanto esultare il suo avvocato Giulia Bongiorno (qualcuno ricorderà ancora la parola “assolto” urlata tre volte dal legale circondato da una folta schiera di giornalisti e telecamere). In realtà era sufficiente leggere con un po’ di attenzione le poche righe del dispositivo della sentenza che il presidente della Corte di appello di Palermo aveva letto poco prima dichiarando commesso (ma estinto per prescrizione e non per assoluzione) fino alla primavera del 1980 il reato ascritto all’imputato di collusione con la mafia. Ma anche la formula assolutoria per il periodo successivo al 1980 era “dubitativa” e, quindi, non escludeva affatto la sussistenza del fatto. Dunque era una grande menzogna asserire che Andreotti era stato assolto e questa menzogna è stata sposata nei giorni e nelle settimane seguenti in diversi ambienti politico editoriali, tanto da indurre ad ignorare “..i gravissimi fatti concreti posti a fondamento del processo”. Il rapporto mafia politica, secondo costoro, non c’era e se c’era aveva le caratteristiche di una “..vicenda locale, priva di respiro nazionale, irrilevante per la storia del Paese”. Il processo, così, era diventato “politico”, Andreotti era la vittima di un “teorema” e quasi “beatificato” (ha fatto, negli anni seguenti, da testimonial della famiglia per la Chiesa cattolica), i magistrati erano “colpevoli” di nefandezze varie per aver svolto semplicemente il proprio dovere, e furono insultati ripetutamente.
Nel libro, poi, si parla in modo puntuale, per chi voglia realmente capire la vastità della palude criminalpolitica, degli importanti contributi forniti, nelle varie inchieste giudiziarie, dai collaboratori di giustizia,del cosiddetto maxiprocesso, iniziato a Palermo nel 1986, e della “guerra” al pool antimafia e al giudice  Falcone, condotta da una “criminalità dei potenti” che continua, ancora oggi, a condizionare pesantemente la vita del nostro Paese. Amare, ma pienamente condivisibili, le riflessioni degli autori nella parte conclusiva del saggio, laddove, tra l’altro, si afferma che “..tutte queste informazioni dovrebbero suscitare riflessioni, dibattiti, confronti, analisi e interrogativi sui limiti della democrazia nel nostro Paese, in particolare su quel che è stato e sta alla base (almeno per certi profili) del meccanismo del consenso. Sia pure con alcune importanti eccezioni, tutto ciò è mancato. Quando se ne è parlato, lo si è fatto di solito per cancellare, nascondere o stravolgere i fatti”. Ed è questo, a ben vedere, l’aspetto più negativo, drammaticamente avvilente, in un Paese, il nostro, sempre più inquinato anche per le tante “verità” ancora nascoste o spesso manipolate.

GIAN CARLO CASELLI: Magistrato in pensione dal dicembre 2013 – entrato in Magistratura nel dicembre 1967 – è stato giudice istruttore a Torino e si è occupato a lungo di inchieste sul terrorismo (Brigate rosse e Prima linea), dal 1986 al 1990 è stato componente del Csm eletto nelle liste di Md. Rientrato a Torino come presidente della Corte d’Assise, nel 1992 dopo la morte di Falcone e Borsellino ha chiesto di essere trasferito a Palermo, dove ha diretto quella Procura per quasi sette anni, contribuendo al conseguimento di importanti risultati contro la mafia. Successivamente è stato capo del Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) e rappresentante italiano in Eurojust, struttura di coordinamento delle indagini transnazionali. Infine è stato Procuratore generale di Torino e poi Procuratore della Repubblica, veste nella quale ha coordinato le indagini sulle infiltrazioni della ?ndrangheta in Piemonte e sulle violenze riferibili a frange estreme del movimento no Tav. Attualmente dirige in Coldiretti la segreteria scientifica dell’Osservatorio sulla criminalità nel settore agroalimentare ed è autore di varie pubblicazioni sui temi della legalità e della giustizia.


 

Terzo appuntamento, Giovedì 26 luglio con Barbara Fiorio, che presenterà il libro “Vittoria”, Editore Feltrinelli, straordinaria protagonista  quarantaseienne che reinventa il suo lavoro e cambia completamente prospettiva di vita.

 

Vittoria non crede nella spiritualità dei manuali, negli aforismi da calamite e di certo non crede nei cartomanti: molto meglio un piatto di trenette al pesto con un’amica che farsi leggere i tarocchi. Fotografa genovese di quarantasei anni con alle spalle alcune pubblicità di successo, Vittoria è sempre riuscita a navigare tra le difficoltà della vita, sostenuta da un valido bagaglio di buon senso, dal­l’ironia e dal suo grande amore: Federico. Quando però lui se ne va, lasciandola sola in una casa piena di ricordi, il mondo le crolla addosso. Disorientata e in piena crisi crea­tiva, Vittoria si ritrova al contempo senza compagno, senza lavoro e con l’angoscia di non sapere più cosa le riserva il futuro. A corto di opzioni e di soldi per pagare le crocchette a Sugo, il suo fidato gatto, finirà per fare quello che ha sempre disdegnato e che, suo malgrado, le riesce benissimo: leggere i tarocchi a una pletora di anime gentili che, come lei, hanno il cuore spezzato. Tra la carta dell’Eremita che le ricorda Obi-Wan Kenobi e la Ruota della fortuna che sembra un party lisergico, ritroverà anche la creatività, scattando fotografie ai suoi clienti e arrivando a inventarsi una nuova professione: la fotomanzia. Così, senza rendersene conto, tornerà pian piano ad ascoltare il mondo che la circonda, trovando la forza di rialzarsi, di dare agli altri e di credere in se stessa.

"NOI AMICHE SAPPIAMO ESSERE STUPIDE NEL MODO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO"


Barbara Fiorio vive a Genova, dove è nata il primo novembre 1968. Formazione classica, studi universitari allo IED, un master in Marketing Communication, ha lavorato oltre un decennio nella promozione teatrale prima di fare molte altre cose, tipo la portavoce del presidente della Provincia di Genova, la problem solving a budget zero, la testimone di nozze o la scrittrice. Ha anche superato il 20° livello di My Muppet Show divenendo Imperatrice dei Muppet (app chiusa da Disney il 9 gennaio 2015).


Quarto appuntamento della Rassegna, Venerdì 3 Agosto, con lo scrittore Roberto Centazzo, che presenterà il suo ultimo e recentissimo lavoro “Operazione sale e pepe” Editore Tea, un romanzo in cui vengono rovesciati i canoni polizieschi, raccontando di una squadra speciale che indaga sui reati che colpiscono gli anziani.

Un’ondata di reati a carico dei più deboli, gli anziani, vittime di furti e di truffe. È questa la notizia del giorno che campeggia sulle pagine di tutti i giornali.
Polizia e Carabinieri, gli eterni rivali, fanno a gara per correre ai ripari, per dare qualche risultato all’opinione pubblica impaziente. Ma in Questura uomini e mezzi sono scarsi. E allora perché non chiedere aiuto a chi è andato da poco in pensione, ma non ha perso il gusto per le indagini?
Ecco tornare in azione il fantastico trio formato da Kukident, Maalox e Semolino: la «Squadra speciale Minestrina in brodo» è di nuovo in campo. Ma questa volta, tra l’indagine su un misterioso ladro di scarpe, le ricerche di un fantomatico topo d’appartamento e la caccia a una truffatrice senza scrupoli, il loro coinvolgimento sarà più personale e doloroso che mai.
Sullo sfondo di una Genova sempre più calda, i tre ex colleghi e amici dovranno fare i conti con le solite difficoltà investigative, e con un avversario scaltro e cattivo. Tra le ondate di ricordi e le sorprese che le sere d’estate possono riservare, i toni leggiadri e scanzonati della commedia lasceranno spazio a pennellate di pura poesia

 

Sabato 11 agosto, vedrà protagoniste della Rassegna lo scrittore Lorenzo Beccati, che presenterà il romanzo “L’ombra di pietra” Editore Dea Pianeta. Un personaggio intrigante già presentato dallo scrittore, che torna a prendersi il posto che le compete nei cuori di chi ne legge le gesta, regalando scorci del suo passato attraverso alcuni cenni mescolati alla trama principale .

 

Sabato 25 agosto l’autrice Raffaella Ranise proporrà  il suo romanzo “I Romanov". Storia di una dinastia tra luci ed ombre”Editore Marsilio . Il testo ripercorre i trecento anni della dinastia dei Romanov attraverso grandi figure, zar e zarine che hanno portato l'impero a brillare nello scenario europeo. Pietro il Grande, con la passione dell'Occidente, Elisabetta, la Semiramide del Nord, Caterina  la zarina attratta dagli ideali dell'Illuminismo, fanno occupare all'impero dimensioni mai viste. I protagonisti sono dominati da sete di potere, debolezze, intrighi di ogni sorta e fatti inaspettati, che rendono la loro storia irresistibile e il fascino senza tempo.

 

Coordinerà le presentazioni con la consueta professionalità e garbo la Dott.ssa Graziella Frasca Gallo, presente nella rassegna fin dalla prima edizione.
Gli autori, oltre presentare il libro, verranno intervistati e sollecitati a riflettere insieme al pubblico sulla propria opera.

 

 

Leggibilità
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